7° seminario
11 marzo 2016 - UMG Catanzaro, facoltà di Giurisprudenza

Il 7° seminario della Scuola di Liberalismo “Ludwig von Mises” 2016, presso l’ateneo Magna Graecia di Catanzaro, ha ospitato la professoressa Nathalie Janson, economista francese della Neoma Business School, che ha trattato il tema: “La teoria austriaca del ciclo economico”.
L’incontro è stato aperto da Sandro Scoppa, presidente della Fondazione organizzatrice, che si è innanzi tutto soffermato sull’importanza della teoria austriaca del ciclo, che incorpora elementi del pensiero di Carl Menger e di Eugen von Böhm-Bawerk, ed è stata poi approfondita e posta su solide basi da Ludwig von Mises e Friedrich A. von Hayek nella prima metà del secolo scorso. Muovendosi nel solco tracciato da Carl Menger, Mises - ha ancora evidenziato Sandro Scoppa – è stato il primo esponente della Scuola austriaca di economia a formulare una compiuta teoria della moneta, del credito e del ciclo economico. Essa costituisce una parte della più estesa teoria della società di mercato. Si tratta di un complesso teorico ulteriormente sviluppato da Hayek e che rappresenta l’unica difesa nei confronti delle invadenze della politica.
Ha quindi svolto la sua relazione la professoressa Nathalie Janson, la quale si è soffermata sulla trasformazione del tasso d’interesse da fenomeno reale, determinato dalle preferenze intertemporali dei risparmiatori, a fenomeno in mano al potere politico. La relatrice ha poi posto in evidenza come dalla manipolazione del tasso d’interesse discenda un’alterazione del meccanismo di allocazione delle risorse, che si traduce in una lunga serie di errori imprenditoriali. Un tasso d’interesse straordinariamente basso facilità infatti l’indebitamento pubblico, ma non è più un prezzo capace di selezionare le iniziative imprenditoriali. È una catena di errori, la cui esplosione determina la crisi e la conseguente distruzione di parti rilevanti del capitale. Di qui la difficoltà della ripresa. Come notazione finale la professoressa Janson ha evidenziato che Murray Newton Rothbard, allievo di Mises, ha utilizzato la teoria austriaca del ciclo economico per spiegare Grande Depressione del 1929. Tale teoria è anche un formidabile strumento per decifrare la lunga crisi in cui sono caduti tutti i paesi occidentali la quale, al pari della crisi del ’29, non è il prodotto del “perverso” sistema capitalistico, ma delle manipolazioni e degli interventi che hanno impedito ed impediscono al mercato di correggere gli errori e di attivare le proprie potenzialità.
Alla fine del seminario, seguito con attenzione dai partecipanti, si è svolto un interessante dibattito, alimentato dalle riflessioni e dalle domande poste alla relatrice, la quale ha poi concluso l’incontro approfondendo ulteriormente il tema trattato.